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Bianca Casady - Grasswidow

 
 

Bianca Casady, Vicky's Socks, 2009, Watercolor
Courtesy Galleria Patricia Armocida, Milano

 
di Emanuele Beluffi
 
Potere mistagogico dell’arte. C’è molto in cui identificarsi, nei paraphernalia di Bianca Casady in mostra da Patricia Armocida. E’ la sua seconda personale negli spazi della galleria milanese – che nel frattempo ha cambiato sede, ora si trova in un luogo molto wunderkammer – e questa volta la forza evocativa dei suoi feticci ha colpito nel segno. L’avevamo vista anche in occasione di una bellissima collettiva itinerante alla Triennale di Milano (It’s not only rock’n’ roll, baby!, curata dal bravissimo Jerome Sans), in una cornucopia di artisti la più varia e accomunati tutti dalla derivazione dal mondo musicale molto "stradaiolo". E se l’ultima volta in cui abbiamo visitato la personale di Bianca Casady ne siamo usciti col pensiero che la ragazza prometteva bene, ora ne abbiamo avuta la conferma.
A partire dal titolo, geniale nel suo valore etimologico (fa molto Black Widow, vedova nera, in riferimento non solo al temibile aracnide ma anche all’omonimo combo musicale inglese di tanti tanti anni orsono) con cui si identifica la solitudine muliebre in attesa del ritorno del compagno lontano, il ritorno di Bianca Casady segna un altro punto a favore di una produzione artistica polisemica e molto comunicativa. Non a caso, l’universo di discorso in cui si muove questa artista cittadina del mondo è fortemente simbolico e attraversa la mistica, l’antropologia, la psicologia e la filosofia. Non solo per i forti rimandi alle sperimentazioni artistiche verbo-visuali della cosiddetta poesia visiva (solo per restare in Italia: Nanni Balestrini, Toti Scialoja, Ugo Carrega e Giuseppe Chiari fra gli altri), ma anche per la potenza simbolica di disegni e foto e video in virtù della quale essi stessi diventano feticci archetipici, portatori di significati ancestrali che tuttavia ci riguardano da vicino (e qui il pensiero corre anche a Luigi Presicce), andando a lambire l’abisso dell’inconscio e la superficie del principio di realtà, noi stessi e le nostre possibilità inattuate nel mondo là fuori. E poi dicono che l’arte, insieme alla filosofia, non serve a un cazzo.
 
Bianca Casady è nata nel 1982 a Hilo, Hawaii. Vive tra Parigi e New York City.
 
 

Bianca Casady, Mr. No Face, 2012, mixed media on paper
Courtesy Galleria Patricia Armocida, Milano

___________________________
 
informazioni utili:
 
Galleria Patricia Armocida, Via Lattanzio 77, Milano
tel. +39 0236519304 , +39 3397291034
galleriapatriciaarmocida@gmail.com
www.galleriapatriciaarmocida.com
Orario di apertura: lunedì-sabato ore 15.30-19
 
 
 

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