Gallerie di Piazza Scala a Milano
8.300 mq di spazi espositivi nel cuore del centro storico di Milano, tra via Manzoni e Piazza della Scala, in fase di restauro e allestimento secondo il progetto dell’architetto Michele De Lucchi. Il complesso architettonico, unico nel suo genere, si compone di quattro palazzi: il settecentesco Palazzo Anguissola, opera di Carlo Felice Soave, semplice ed elegante, capolavoro del gusto neoclassico, così riccamente decorato negli interni da essere definito da Luigi Zucoli nel 1841 “la casa forse la più ammirata di Milano”; l’ottocentesco Palazzo Canonica, dal nome dell’architetto Luigi Canonica che lo ha progettato nella prima metà del secolo, con una bella corte colonnata centrale e le alte lesene di facciata; Palazzo Brentani, con i bei medaglioni di uomini illustri allineati sulla facciata; il monumentale Palazzo Beltrami, con la poderosa facciata su Piazza della Scala e il grande portone, realizzato da Luca Beltrami tra il 1906 e il 1911.
Presso le Gallerie di Piazza Scala sono in corso di allestimento due musei, uno dedicato all’Ottocento (la cui inaugurazione è programmata per l’autunno del 2011) e l’altro al Novecento (la cui apertura è prevista entro il 2012).
Il Museo dell’Ottocento, che celebrerà il capoluogo lombardo quale città protagonista del secolo del romanticismo e dell’industrializzazione, in Palazzo Anguissola e nei Palazzi Canonica e Brentani, sarà inaugurato nell’autunno 2011 e vi saranno ospitate 200 opere del XIX secolo provenienti non solo dalle collezioni di Intesa Sanpaolo ma anche e soprattutto dal patrimonio della Fondazione Cariplo, partner del progetto.
I confini cronologici entro cui si dispiega il percorso espositivo sono segnati da due grandi stagioni dell’arte italiana, il Neoclassicismo – con i bassorilievi di Antonio Canova – e il Futurismo – rappresentato da quattro capolavori di Umberto Boccioni –. Ampiamente documentato è l’Ottocento lombardo, attraverso numerose e importanti opere pittoriche che testimoniano come Milano sia stata nel XIX secolo il più vivace e fecondo centro artistico italiano. La stagione del Romanticismo, attraversata dal fervore risorgimentale, è rappresentata dai quadri storici di Francesco Hayez, Gerolamo Induno, Sebastiano De Albertis, mentre altri generi pittorici (come le vedute o le scene di genere) sono documentati dai dipinti di Giuseppe Molteni, Giovanni Migliara, Luigi Bisi, Giuseppe Canella, Luigi Premazzi, Angelo Inganni. Il Naturalismo è rappresentato da Domenico e Gerolamo Induno, Mosé Bianchi, Eugenio e Lorenzo Gignous, il Divisionismo da Giovanni Segantini, Filippo Carcano, Giovanni Sottocornola, Angelo Morbelli, mentre le opere di Giovanni Boldini, Telemaco Signorini, Lorenzo Delleani, Federico Zandomeneghi, Vincenzo Irolli, Antonio Mancini permettono un confronto con le esperienze elaborate in altri centri italiani quali Firenze, Torino, Napoli. Infine, di particolare rilievo è la sezione dedicata al Simbolismo, con dipinti di Luigi Rossi, Emilio Gola, Leonardo Bazzaro, Angelo Morbelli, Filippo Carcano, Gaetano Previati, e di Giulio Aristide Sartorio, che coniuga l’esperienza simbolista con quella classicista.
Entro il 2012 sarà inaugurata a Palazzo Beltrami, sede storica della Banca Commerciale Italiana con accesso da Piazza della Scala, l’esposizione permanente di una selezione di opere dalla ricchissima collezione d’arte del Novecento di Intesa Sanpaolo.
Le 2.700 opere della raccolta, realizzate nelle tecniche più diversificate e sperimentali, delineano un percorso artistico e culturale che attraversa tutto il secolo, testimoniando significativamente i momenti più salienti, gli entusiasmi, le provocazioni e le problematiche che hanno caratterizzato la nostra storia recente.
Tendenze e protagonisti dell’arte italiana del XX secolo sono ampiamente rappresentati, dalle opere eseguite nel primo Novecento e tra le due guerre (Balla, Carrà, Depero, De Chirico, De Pisis, Rosai, Tosi, Funi, Mafai, Spadini, Zanini) fino alle testimonianze del secondo Novecento, che costituiscono la parte più cospicua della raccolta: sono documentati i movimenti dell’immediato secondo dopoguerra (l’Informale con Burri, Corpora, Scanavino, Scialoja, Tancredi, il Movimento Arte Concreta con Dorfles, Munari, Reggiani, Soldati, il Gruppo degli Otto con Afro, Birolli, Corpora, Moreni, Morlotti, Santomaso, Turcato, Vedova), le avanguardie degli anni Sessanta e Settanta (il Gruppo T, il Gruppo N, Dadamaino, la “Poesia Visiva”, l’Arte Povera con Paolini, Boetti, Merz, l’Arte Concettuale con Agnetti e La Pietra, la Pop Art italiana con Ceroli, Festa, Schifano, Rotella, e la cosiddetta Nuova Figurazione). Appartengono alla collezione anche numerosi lavori delle più giovani generazioni (i protagonisti della Transavanguardia e autori come Vanessa Beecroft, Silvio Wolf, Stefano Arienti, Alberto Garutti), che completano con una visione vivace e aperta a sorprese il ricco scenario dell’arte prodotta negli ultimi decenni del secolo. Di grande rilevanza sono inoltre il gruppo di sculture di Martini, Marini, Arnaldo e Giò Pomodoro, Consagra, Colla, Pascali, Spagnulo, Staccioli, Carrino e il nucleo di oltre 3.000 opere grafiche di primissimo piano, di artisti quali Afro, Burri, Capogrossi, Santomaso, Fontana. Infine, la presenza nella collezione Intesa Sanpaolo di opere di autori della scena internazionale, da Picasso a Kandinsky, a Riopelle, Matta e Warhol, indicano l’apertura verso orizzonti che vanno anche oltre il panorama dell’arte contemporanea di ambito italiano.