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NOTIZIE

Jessica Carroll a Torino

 

 SCULTURE CHE NUOTANO. VOLANO. CANTANO

*

18 marzo - 9 maggio 2010, Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo, Torino
 
 
 
Giovedì 18 Marzo 2010 in un nuovo spazio espositivo torinese, all’interno della suggestiva Chiesa Bizantina di San Michele Arcangelo (Via Giolitti 44, Piazza Cavour) inaugura la mostra “Jessica Carroll – Sculture che nuotano, volano, cantano.” curata da Francesco Poli con il sostegno della Regione Piemonte e della Fondazione CRT e il patrocinio della Provincia di Torino. 
Nata a Roma nel 1961 dalla scrittrice Simona Mastrocinque e dall’artista americano Robert Carroll, Jessica ha scelto Torino come patria di adozione “forse perché la più nordica delle città italiane, date le origini napoletane-scozzesi” ma soprattutto per il clima culturale e artistico in cui ha trovato l’humus artistico ideale. Vent’anni di lavoro attraverso alcune opere emblematiche, partendo dalla ricerca fotografica, per passare al disegno, alle incisioni e infine alla scultura. Protagonista indiscussa dei lavori della Carroll una natura delicata e gentile, solo apparentemente semplice, che si incarna in lavori fortemente simbolici e di grande suggestione. Le opere nate dallo studio della waggle dance delle api -il linguaggio con cui le api comunicano fra loro- sono un esempio importante di come Jessica Carroll tragga ispirazione dall’ambiente e da ciò che in natura è già simbolico. Le api, i loro precisi sistemi di comunicazione, la loro rigida organizzazione sociale si contrappongono al plasticissimo ed autonomo comportamento umano evidenziando in questo modo uno dei compiti fondamentali della ragione: quello della ricerca dell’orientamento.
Con le Danze delle Api, biologia, scienza e simbologia -filtrati dall’intervento raffinato dell’artista- si incarnano in sculture aeree, capaci di rendere vitale e vibrante un materiale come il marmo. Così il tema del colore verde -che si ritrova in lavori come Il Verde Nuovo, I Love You Too, Il Pavimento Verde Pisello, Pianta Acquatica, Persephonia Viridis, individua una vera e propria poetica dell’artista, riassunta in “...Sull'alto del monte tutte le cose sono verdi e nuove...”, una citazione di Meister Eckhart. Eckhart teologo, mistico e filosofo tedesco tra i più importanti del medioevo cristiano fondava la sua dottrina sul concetto “deus est intelligere“ Dio è il pensare, e quindi presente all’interno di ognuno di noi.
“Mi piace pensare alla possibilità di un ritorno alla purezza” spiega Jessica Carroll “lo stesso lavoro sull’opacità e sulla trasparenza parte da un’affascinante teoria evoluzionistica per cui tutte le creature viventi all'inizio erano trasparenti perché non avevano necessità di entrare in relazione le une con le altre, man mano che hanno cominciato a moltiplicarsi e ad incontrarsi hanno iniziato a opacizzarsi per nascondere le interiora e distinguere così l’interno dall’esterno.” L’arte per Jessica Carroll è dunque un linguaggio privilegiato che può aiutare l’uomo a rendere visibile l’interiorità e a recuperare la trasparenza dell'incontro. Fra i lavori dedicati a questo tema Desiderio un cannocchiale trasparente, Ombre Precise, Il Sogno di Berny, Fase opaca e Fase Trasparente e Le anguille o Wheels. Quest’ultimo lavoro è anche legato ai sogni, al dormire e al concetto di “sottosopra” cioè il tempo capovolto dei sogni che diventa strumento per comprendere qualcosa di questo misterioso animale dalle origini remote che ritorna migrando al luogo di nascita passando dall’opacità alla trasparenza.
Al centro della mostra una bandiera americana di marmo con incisa La Dichiarazione di Indipendenza Americana di cui un avo della Carroll fu uno dei firmatari, una sorta di dichiarazione di identità italo-americana dove il testo inciso in lingua italiana è recitato dal fratello in inglese e dall’artista stessa in italiano. Fra le opere più recenti 13 modi di guardare un merlo: ispirata a una poesia di Wallace Stevens, 13 merli neri con il becco giallo scolpiti in un unico blocco di marmo nero del Belgio. 13 e infiniti modi di percepire la realtà da un unico centro che però rimane sempre esterno a noi e intorno a cui si ruota come una barca attaccata ad un gavitello.
 
La mostra è un progetto di Pegi Limone, presidente dell’Associazione Golfart, che ha anche il merito di aver portato l’esposizione all’interno di uno spazio particolarmente suggestivo: la chiesa di San Michele Arcangelo uno dei gioielli della Torino barocca, tra Via Giolitti e Piazza Cavour. Realizzata su progetto di Filippo Juvarra a fine ‘700 la bella chiesa a pianta esagonale è oggi officiata dai cattolici di rito bizantino.

* Jessica Carroll - Hannukia, 2005, oro e cera d'api
 

JESSICA CARROL - BIOGRAFIA
 
Jessica Rosalind Carroll è nata a Roma il 9 Aprile 1961, dal pittore Robert Carroll e dalla scrittrice Simona Mastrocinque. L’infanzia e l’adolescenza trascorse fra Roma e il Poveromo, in Versilia, la vedono immersa in un intenso clima culturale: il padre, di origini scozzese-irlandesi, laureato in fisica oltre che in Belle Arti , le insegna fin da bambina una serie di tecniche artistiche insieme a nozioni scientifiche; il fratello musicista, Tommaso Vittorini (Simona Mastrocinque aveva sposato in prime nozze il figlio dello scrittore Elio) la introduce nel mondo della musica; e la madre “oltre all’asciuttezza toscana ed al sense of humour napoletano” le fa scoprire la letteratura. Con i lunghi viaggi al seguito del padre o sola –fra i parchi e le riserve naturali di ogni continente dagli Stati Uniti al Caucaso, all'altipiano del Pamir al delta del Volga; dalla Turchia a Israele, alla Birmania all’India; dall’Africa ai parchi italiani e quelli del nord e dell'est Europa- inizia la passione per la fotografia Durante un lungo periodo di soggiorno negli Stati Uniti frequenta corsi di disegno, fotografia e tecniche calcografiche al Cleveland Institute of Art e letture di biologia e d'etologia alla Western Reserve University. Tornata in Italia, si diploma in lingue e si iscrive alla facoltà di Biologia dell’Università “La Sapienza”. Dopo qualche tempo preferisce alle aule universitarie la ricerca sul campo, supportata dai numerosi amici scienziati: ornitologi, speleologi e apicoltori, per lo più piemontesi. Nel frattempo, anche sotto l’influsso delle amate Alpi Apuane, comincia a scolpire. Nel 2000 incontra a Torino il pittore Aldo Mondino e resterà la sua compagna fino alla sua scomparsa nel 2005. L’incontro con Mondino e il suo atelier segna il passaggio definitivo ad altri modi di espressione, anche se la trasformazione (maggiore attenzione al tatto, uso del volume) andava maturando fin dal 1997, quando aveva iniziato a scolpire a Carrara. Dal 2005 si trasferisce a Torino e la sua opera si arricchisce di un dialogo fra natura e tecnologia: l’ape diventa “operaia”e compaiono soggetti come Vespe e Sidecar. Una delle ultime sculture tuttavia “13 Modi di Guardare un Merlo”, riconduce all’origine americana dell’artista,essendo ispirata ad una poesia di Wallace Stevens, forse il maggiore poeta americano, e segna in modo definitivo la scelta di Torino come città di elezione, luogo in cui il lavoro può spaziare senza costrizioni di appartenenza. Nel 2008 riceve il primo premio alla VI Biennale Internazionale di Scultura della Regione Piemonte, oltre al riconoscimenti Umberto Mastroianni e dell’Accademia delle Belle arti di Torino.  Nel 2010 sarà installato in una piazza di Asti un alveare di bronzo di due metri di diametro, risultato della vittoria del Premio Mastroianni, un monumento alle api voluto dalla Regione Piemonte.
 
 
 
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Informazioni utili:

Jessica Carroll - Sculture che nuotano. Volano. Cantano
18 marzo - 9 maggio 2010
CHIESA BIZANTINA DI SAN MICHELE ARCANGELO, Torino
Via Giovanni Giolitti 44
tel. 011 8173450 
orari: dalle 10 alle 19
vernissage: 18 marzo 2010, ore 18.00
A cura di Francesco Poli

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