diretto da Paolo Manazza
giovedì 17 maggio 2012
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La Camera approva il decreto di riforma del Mibac. Maggioranza divisa sul testo
La Camera ha dato il via libero al decreto di riorganizzazione del Ministero dei Beni Culturali il 27 maggio. Nella VII commissione Cultura la stessa maggioranza si è però mostrata divisa sulla riforma. Il relatore Fabio Granata (Pdl) si è dimesso per non votare contro contestando l'accorpamento della direzione generale per la qualità e la tutela del paesaggio, l'architettura e l'arte contemporanea (Parc) con quella per i beni architettonici, storico artistici ed etnoantropologici. Per Granata, infatti, era necessario mantenere due direzioni generali, specifiche ed autonome. Una posizione condivisa da Emilia De Biasi (Pd), componente della commissione Cultura di Montecitorio che ha commentato la riorganizzazione del Mibac proposta da Bondi definendola “inadeguata”. Quasi tutta la maggioranza ha inoltre addebitato al ministero eccessiva fretta ed uno scarso coinvolgimento della Camera nell'esame del testo.
“E' un tuffo nel passato, presenta seri rischi per il futuro dei beni culturali, mette a repentaglio la bellezza del Paese e ci porta indietro di decenni” ha dichiarato De Biasi. Ma nonostante i tanti distinguo e le dimissioni del relatore Granata, il Pdl e la Lega si sono inchinati alle volontà di Bondi e hanno avallato “un testo incredibilmente al di sotto delle aspettative che espone il mondo della cultura al rischio della residualità, all'impoverimento della sua funzione di valore nazionale e riduce a pura spesa ciò che dovrebbe essere investimento per la crescita economica, sociale e civile del Paese”.
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