Report aste Italia 2011

NOTIZIE

Vito Stassi. La conquista dell’inutile

 

di Andrea Lombardo

Quando Federico Lupo, di Zelle Arte, mi ha comunicato che preparava una mostra sulla conquista dell’inutile, mi sono preoccupato. Ho pensato che c’era il pericolo che si buttassero via tanti oggetti, oggetti dell’esperienza, non di certo lavatrici o frigoriferi vecchi, ma che se ne abbandonassero alcuni, della cui presenza si pensava non ci fosse bisogno, per tenerne altri superflui e meramente decorativi.
C’era la possibilità che le opere in mostra presentassero un sentimento di rabbia e di vendetta per momenti importanti della nostra vita per esaltare il superfluo. Oppure che si recuperasse l’horror vacui, di certi collezionisti, per trasformare, ora, nelle pareti della galleria, ciò che aveva inutilmente occupato la nostra vita in un trofeo appeso al muro: un trofeo ingombrante, per i nostri movimenti, e appariscente, come le colorate piume di struzzo della vanità.
Non potei che far notare la mia preoccupazione a chi stava curando la mostra. Parlando del lavoro di Vito Stassi, Federico Lupo mi disse: “quello che mi attrae è la parcellizzazione della memoria, riduce la vita ad eventi davvero minimi, come se quello che restasse della vita fosse solo un album di vecchie fotografie ingiallite. Piccole tracce, inutili per la ricostruzione di una biografia, non funzionali allo svolgimento logico della narrazione, ma probabilmente più intense e veritiere”.
Con grande curiosità andai a vedere la mostra. Di colpo, la mia preoccupazione per un’operazione pericolosa, di selezione tra ciò che è utile e inutile, svanì. Svanì perché gli oli su carta di Stassi hanno una delicatezza e un rispetto per i dettagli e le storie, racchiuse in quei frammenti, che non si può che restare in silenzio, per guardare e cercare di capire se non appartengono anche alla propria storia. Un’immagine dopo l’altra non si può che cercare di recuperare qualcosa dalla nostra bisaccia della memoria. C’è l’uomo volante che con il suo salto nell’aria sembra dominare lo spazio quasi a dividere il cielo. C’è il velo della sposa, forse la prima sposa che abbiamo visto, o forse una sposa triste o di cui non abbiamo saputo leggere il sentimento e l’emozione che aveva in volto, quasi quel velo tenesse il suo volto prigioniero di una maschera impenetrabile. C’è lo zio fotografato mentre presta il servizio militare, o forse era il nonno o suo fratello. C’è la casa di campagna, la cui immagine si perde in un’atmosfera nebbiosa come solo i ricordi sanno vestire di magico gli oggetti e gli eventi. E poi c’è un paio di occhiali, lenti attraverso cui guardare il mondo. Strumento prezioso per chi, anche fuori dai ricordi, vede il mondo con contorni sfumati. Questa piccola tela arriva dopo aver recuperato i nostri ricordi, o frammenti di essi. La sua collocazione in mostra è come un momento di stasi e di sintesi che contiene in pochi centimetri quel che abbiamo visto e sentito riaffiorare lentamente con le precedenti monocromie. Un paio di occhiali con le aste chiuse, come per raccogliere in un abbraccio ciò che di semplice abbiamo vissuto e posseduto.
All’uscita della mostra, sulla sinistra, quasi inosservata, c’è una sveglia, una sveglia ferma. Una sveglia quasi nascosta e abbandonata che fissa il tempo: un simbolo onirico per le opere presentate da Stassi, che sono come una piccola sveglia che ferma il ricordo in un certo modo. Ma i ricordi, purtroppo, non sempre rimangono uguali, possono anche ingiallire e i contorni essere corrosi, ogni giorno che passa, lungo il fluire del tempo, perché altri eventi si interpongono fra noi e quell’istante che adesso recuperiamo. Così “ci sono immagini, dice Vito Stassi, che albergano nei nostri ricordi. Immagini che apparentemente non hanno motivo di essere ricordate, ma che stanno lì, conservate nell'archivio, fra le tante istantanee reali o fantastiche della memoria. Mi piacerebbe che vivessero un tempo sospeso, indefinito e parallelo”.

Vito Stassi.
Nato a Palermo (Italia) nel 1980. Vive e lavora a Palermo
2009
La conquista dell’inutile, Zelle Arte Contemporanea, Palermo, Italia. (mostra personale) - Dry as dust, GATE21. Catania, Italia.
2008
Fuori Rotta / Off Course, Galleria dell'Arco, Shangai, Cina. - Sweet Sheets II, Zelle Arte Contemporanea, Palermo, Italia. - Passport #2, Cantieri Culturali alla Zisa, Palermo, Italia.
2007
Sweet Sheets, Zelle Arte Contemporanea, Palermo, Italia. - Contaminazioni07, Balestrate, Palermo, Italia. - There is no optical in stripes, Scotty Enterprises, Berlino, Germania. - Tutte le circonferenze hanno diametri simili, Zelle Arte Contemporanea, Palermo, Italia.
2002
Percorsi raccontati, Oratorio S. Stefano Protomartire, Palermo, Italia. - Appunti di paesaggio, Montevago: Le due realtà, Montevago, Italia.

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Informazioni utili:
La conquista dell’inutile
Vito Stassi
27 novembre / 27 dicembre 2009
ZELLE ARTE CONTEMPORANEA
Via Matteo Bonello n°19 / Via Fastuca n°2, Palermo.
Tel. +39.339.3691961
e-mail: zelle@zelle.it
dal martedì al sabato dalle h.17.00 alle h.20.00
ingresso libero
curatore: Federico Lupo
Testi di Francesco Galluzzi, Guillaume Von Holden, Enrico Spedale
www.zelle.it

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