VARIE & EVENTUALI

Second Life & Virtual Art

 
SECOND LIFE: LA NUOVA FRONTIERA DELL'ARTE?

di Francesca Zardini

 
Second Life (SL), nata nel 2003 e diventata popolare alla fine del 2006, è oramai una realtà che annovera all’incirca 14,500,000 utenti (le cifre vengono aggiornate in tempo reale su http://secondlife.com/whatis/economy_stats.php ), con un giro d’affari in continua crescita (L$ 5,190,596,970 = $ 19.587.158, ovvero quasi $ 20 mil!); la moneta scambiata è il dollaro Linden (L$) e,  mediamente, $1 (valuta americana) equivale più a meno L$ 265. In questa piazza d’affari il mercato dell’arte è cresciuto a vista d’occhio, vi è addirittura una rivista specializzata, SLART (Second Life ART), che esce sia in cartaceo che in elettronico http://slartmagazine.com/ .
Definire il mercato dell’arte in SL è abbastanza complesso perché comprende riproduzioni virtuali di opere d’arte note, acquistabili per pochi centesimi, (ad esempio un nudo di Modigliani per L$ 185, lo squalo in formalina di Damien Hirst per L$ 199, la Monna Lisa per $ 165 oppure La Notte Stellata di Van Gogh per L$ 185), o ancora opere disegnate appositamente per SL, e la varietà di artisti, stili, opere d’arte e spazi espositivi è sterminata.
La potenzialità a livello creativo e concettuale è amplificata, rispetto alla “Real Life” (RL), tanto che in SL possono trovare forma e collocazione tutte quelle manifestazioni d’arte che non possono ancora essere realizzate nella RL, o per banali motivi di spazio, o per costi troppo elevati di materiali e tecniche.
Al di là dell’arte, a livello di marketing, SL offre un terreno dove sperimentare l’advertising più estremo, soprattutto se ad avere un sito su SL sono realtà già esistenti e concrete sul pianeta Terra.
La vera sorpresa è che si tratta di fenomeni che iniziano ad uscire da SL e ad essere conosciuti anche fra i cybernauti più tradizionali. I video su You Tube girati in SL non mancano, e ve segnaliamo alcuni: http://www.youtube.com/watch?v=YEWzIkbYUxw , un video girato in una Art Gallery a Laguna Beach; la stessa artista che qui espone, nome in codice jjcccc, ci offre un video, opera d’arte a sé stante http://www.youtube.com/watch?v=XOihLMEpzkE&feature=related: le sculture sono in movimento e permettono effetti che sculture più tradizionali non permetterebbero, se non sotto forma di installazioni di luci o video installazioni (attenzione però queste sculture non sono concettualmente riconducibili alle video installazioni!) http://www.youtube.com/watch?v=3yrZl01bJOU&feature=related, quest’ultimo video è già stato visto da quasi 7000 appassionati, ad indicare come il fenomeno stia prendendo piede dentro e fuori SL, ed è come se le opere d’arte di SL migrassero fuori dal mondo per il quale sono state concepite.
Se molte gallerie d’arte avevano inizialmente colonizzato SL per esplorare nuove frontiere, ora il fenomeno si capovolge e gli artisti di SL iniziano a colonizzare il nostro mondo.
I musei non mancano, dalle informazioni ufficiali ne sono stati registrati circa 2050, con trovate espositive più moderne e innovative rispetto ai museo tradizionali e un’attenta analisi museografica potrebbe permettere di ripetere qualche ambientazione anche nella realtà.
Ecco il Louvre http://www.youtube.com/watch?v=IX8HskHNSIc&feature=related
Oppure una Magna Galleries dove gli Uffizi espongono vicino alla National Art (http://www.youtube.com/watch?v=VRUVFLWHPno ).
Si tratta di internet al di là di internet, di uno “step forward” in un mondo in cui il teletrasporto esiste, un universo, che è destinato a sorprendere, e che deve essere tenuto sotto osservazione: se lo squalo di Damien Hirst valeva nel 2004 appena £ 8 milioni, ed è ora inaccessibile ai più (per questioni di spazio, valore e deperibilità), qui è acquistabile a L$ 199 (meno di $1!) alla Gallery of Modern Art.
In attesa che il nostro mercato d’arte contemporanea collassi (se mai collasserà), per una manciata di centesimi o di dollari si possono comprare opere d’arte; il problema che resta da risolvere è il teletrasporto nel nostro mondo, ma superata quest’ultima impasse, SL potrebbe rifornire il mercato dell’arte con nuove opere, nuovi artisti, soluzioni alternative, e creare a medio termine un impatto, forse non così irrilevante, nel mercato dell’arte attuale, della RL.
 
CHEEN PITNEY: IL GENIO DEL RINASCIMENTO VIRTUALE


L’immaginazione artistica non ha limiti, soprattutto in SL (Second Life). E ora che si sta affievolendo sempre di più il divario fra ciò che è virtuale e ciò che è reale, i due universi, quello di SL (Second Life) e di RL (Real Life), sono destinati a confinare senza più barriere insormontabili.
In attesa che quest’osmosi divenga completa, e non vi sia più alcuna distinzione fra un mondo e l’altro, almeno a livello di sperimentazione e compravendita, alcuni limiti tuttavia oggi rimangono. Anche se, probabilmente, spariranno a breve.
La barriera principale è costituita dalla mancata tangibilità delle creazioni, dato che non è ancora possibile, ad esempio, acquistare un’opera d’arte in SL per poi esibirla nel salotto di casa. Anche se l’ambientazione potrebbe risultare più fattibile di quello che si pensa; se infatti si trattasse di un quadro, basterebbe munirsi di uno schermo piatto da appendere a una parete, e su questo far scorrere il nostro investimento virtuale. Se invece ad appassionarci fosse la scultura, un ologramma in 3D potrebbe risolvere l’impasse, e ci permetterebbe di godere della scultura -acquistata su SL- nei nostri appartamenti.
Prendiamo ora uno degli scultori che va per la maggiore in SL, Cheen Pitney (ovvio pseudonimo di un avatar). Le sue sculture sono il frutto di ingegneria in 3D e le sue opere possono andare da L$ 300 (poco più di $1 americano) per la già famosa “Second Life Hand”, a L$ 5000 “Neptune on the Waves”. Entrambi esposti nella sua galleria, Peacefools Scuplure Gallery. Le opere di Pitney sono sparse per tutto l’orbite di SL, con l’ammirazione di committenti e residenti, e il personaggio è divenuto in poco tempo una celebrità, equiparabile al nostro rinascimentale Donatello.
Ora, se a turbarci è proprio quest’immaterialità del mondo di SL, e se l’obiezione più palese è che Donatello scolpiva il marmo e le sue opere sono solidamente durate nel tempo, mentre quelle di Pitney sono il frutto di tecniche informatiche non tangibili, contro quest’obiezione -più che legittima- si potrebbe argomentare che nel giudicare un’opera d’arte il parametro dominante è la creatività vs la materialità. L’argomentazione non è soggettiva. Basti pensare ai disegni di Leonardo, quelli raffiguranti macchine da guerra e per il volo, che trovarono una realizzazione materiale solo a distanza di qualche secolo. Le idee e le visioni di Leonardo avrebbero potuto apparire all’epoca immateriali, o almeno difficili da materializzare, ma furono proprio queste idee che lo resero immortale. Oggi molti di questi disegni sono gelosamente custoditi presso la Biblioteca Ambrosiana di Milano come reliquia d’arte e di genialità. Forse è un po’ prematuro parlare di Pitney come di un novello Donatello o Leonardo, ma la sua creatività e abilità tecnica (o tecnologica) sono indubbiamente tangibili, e potrebbero covare in seno la potenzialità di scuotere, o almeno minacciare, il mercato d’arte contemporanea del nostro secolo e del mondo a venire.
I cavilli forse, che ostacoleranno questo travaso da SL a RL e che potrebbero porre dei dubbi sulla paternità dell’opera d’arte, sull’uso, la divulgazione, la notorietà ed il copyright, saranno legali e burocratici, e tutti ancora da capire. In un modo che dovrà essere esplorato e colonizzato non solo fisicamente e virtualmente, ma anche filosoficamente e concettualmente. Cheen Pitney ha un blog che merita d'essere visitato: http://cheenpitney.blogspot.com (F.Z.)
 

Commenti

silvia 
03/08/2008 21.16
secondo me è un campo di riflessione molto ampio. qsiasi opera d'arte è di per sé virtuale. che diamine di differenza esiste allora tra la virtualità e il virtualmente virtuale
Mario Gerosa
06/08/2008 10.34
Al fenomeno dell'arte in Second Life è dedicata la mostra "Rinascimento virtuale", in programma al Museo di Storia Naturale di Firenze dal 21 ottobre 2008 al 7 gennaio 2009.
http://www.festivaldellacreativita.it/08/05/2008/rinascimento-virtuale
luca.kurt 
12/08/2008 19.07
reale o virtuale?
sarebbe bene viversi e godersi la nostra first and unique life, che ha ancora tanto spazio da colmare e tanti vuoti da riempire, soprattutto in campo artistico. per le fandonie e i mondi immaginari e le seconde vite c'è sempre tempo;
e poi le opere d'arte di adesso, dal concettuale in poi.... non sono virtuali????

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