NOTIZIE

Hirst da Sotheby's

 
ESCLUSIVO: ECCO ALCUNI NOMI DI BUYERS NELL'ASTA HIRST PER ALCUNI LOTTI E PER ALTRI CHI HA EFFETTUATO LA PENULTIMA OFFERTA PRIMA DELL'AGGIUDICAZIONE (UNDERBIDDERS)
Buyers
:
1 White Cube - 3 Gilda Moratti - 20 Alberto Mugrabi - 22 Gary Tatinsian - 26 White Cube - 28 Jimmy LaHoud - 29 LaHoud - 32 Harry Blain - 34 Gagosian Gallery - 35 Moratti - 36 Blain - 38 Nick MacLean - 39 White Cube - 42 Andrea Caratsch - 46 White Cube - 53 Tatinsian -55 Blain - 113 Gary Tatinsian - 115 Anne Faggionato - 119 White Cube - 136 Tatinsian - 145 Faggionato - 146 Tatinsian - 148 Faggionato - 164 Fernando Mignoni - 169 Christophe Van de Weghe - 171 Tatinsian - 175 Julian Treger - 209 Tatinsian - 222 Tatinsian - 240 Mignon
Underbidders: 4 Mugrabi - 5 White Cube - 11 White Cube - 13 Gagosian - 16 Gagosian - 19 Treger - 20 Fernando Mignoni, LaHoud - 23 Haunch of Venison - 24 Haunch of Venison - 25 White Cube - 27 White Cube - 31 Charles Booth-Clibborn - 36 White Cube - 38 Mark Fletcher - 40 White Cube - 46 Anthony d’Offay - 47 Mark Fletcher - 48 White Cube - 51 White Cube - 53 Kenny Schachter, Mugrabi - 54 Christophe Van de Weghe - 106 Mignoni - 110 White Cube - 115 White Cube - 134 Mignoni - 135 White Cube - 143 Kenny Schachter - 155 White Cube - 168 Sofia Urbina - 179 Tiqui Atencio - 205 Manfredi della Gherardesca - 206 Gherardesca - 208 Booth-Clibborn - 233 Ricahrd Balfour-Lynn - 239 Urbina

LA FONTE E' UN GIORNALISTA INDIPENDENTE DI LONDRA
Note: Gilda Moratti è la figlia di Letizia Moratti, ha lavorato in Sotheby's. Fernando Mignoni ha lavorato in Christie's ora è consulente per una galleria spagnola. Manfredi della Gherardesca è stato amministratore delegato di Sotheby's Italia ora ha un ufficio di consulenze

 
CON L'ASTA CHE SOTHEBY'S HA DEDICATO A HIRST SI E' APERTA UNA NUOVA ERA DEL MERCATO
 

CLICCA  QUI O SULLA FOTO PER VEDERE IL FILMATO DI PREVIEW SU QUEST'ASTA 

  
 
Sessione Evening conclusasi alle 22.15 italiane
del 15 settembre 2008
(incasso totale 70.545.100 sterline)

"The Kingdom" il lotto n° 5, lo squalo tigre in formaldeide, era stimato 4-6 milioni ma è stato aggiudicato a 9.561.250 sterline. Alcune opere hanno superato abbondantemente le stime. Come "Fragments of Paradise" un grande armadietto ricolmo di sculture in acciaio e vetro a forma di diamanti (lotto 51) che era stimato 1-1,5 milioni ma è stato venduto per 5.193.250 sterline. Alla fine dell'asta il server di Sotheby's, con i risultati totali della vendita, è andato parecchie volte in tilt.
CLICCA QUI SE VUOI SCORRERE IL PRICE LIST COMPLETO DELLA EVENING SALE DI HIRST


Sessione Morning conclusasi alle 12,50 italiane
del 16 settembre 2008
(incasso totale 24.292.400 sterline)

CLICCA QUI SE VUOI SCORRERE IL PRICE LIST COMPLETO DELLA MORNING SALE DI HIRST   



Sessione Afternoon conclusasi alle 19,50 italiane
del 16 settembre 2008
(incasso totale 16.627.300 sterline)


CLICCA QUI SE VUOI SCORRERE IL PRICE LIST COMPLETO DELLA AFTERNOON SALE DI HIRST  



di Paolo Manazza

VUOI APPROFONDIRE SU HIRST? clicca questi link di ArsLife!

 
 
http://www.arslife.com/dettaglio2/2007/8/damien-hirst-per-levi-s.htm

"Damien può certo contare su di noi… Saremo in sala con una pagaia in mano”. E’ questa la dichiarazione molto esplicita e -forse- con una leggera ironia e vena polemica rilasciata dalla Gagosian Gallery riguardo la mega-vendita dedicata alla produzione negli ultimi due anni di Hirst, in programma a Londra da Sotheby’s il 15 e 16 settembre prossimo. La “pagaia” è -ovviamente- la metafora del braccio alzato. Come dire: noi ci saremo. Per sostenere i prezzi durante l’asta. Roger Bevan su “Il Giornale dell’arte” ha giustamente osservato: “Ora che Damien ha abbattuto la barriera morale di usare le aste come mezzo di distribuzione e profitto, altri artisti ne seguiranno l’esempio. Gli agenti ufficiali dell’artista, in questo caso Gagosian Gallery e White Cube, non gradiranno affatto questi sviluppi. Ma sono obbligati ad appoggiarli, o sottoscriverli, nell’interesse dei loro clienti che hanno investito nella carriera di Hirst e per continuare ad avere accesso alla fonte principale di introiti che questa fornisce”. “Beautiful inside my head forever”, l’asta-evento di metà settembre fortemente voluta da Hirst & Sotheby’s si presenta come un vero spartiacque per il futuro del mercato. D’altro canto il connubio artisti-aste non riguarda solo il marketing delle promozioni. Hirst e altri artisti contemporanei britannici, statunitensi e cinesi  hanno i portafogli pieni.


Damien Hirst

Qualcuno sostiene che il patrimonio di Damien sfiori il mezzo miliardo di sterline. Tra la fine del 2007 e il febbraio 2008 questo eclettico artista inglese ha speso da Sotheby’s oltre 30 milioni di dollari, per acquistare opere di Francis Bacon e Jeff Koons. Forse anche per questo Sotheby’s sta attuando negli ultimi anni una politica particolare sul mercato dell’arte contemporanea. Ha deciso di puntare per ogni asta su una sola opera di un artista e svilluppa un battage pubblicitario impressionante. Inoltre ha allargato anche il segmento delle compartecipazioni proprietarie. “White Canoe” di Peter Doig, venduto per 5,7 milioni di sterline nel febbraio del 2007 sembra fosse oggetto di un complesso accordo di compartecipazione tra la Saatchi Gallery (di Charles Saatchi) e la Sotheby’s stessa. Dopo una esorbitante mostra itinerante prima dell’asta, il quadro fu acquistato da Boris Ivanishvili, magnate minerario georgiano. Dietro questa politica di accordi commerciali e sfrenato advertising c’è la realtà del mercato che sta radicalmente cambiando. Una cosa è molto chiara. A vendere sono soprattutto americani e inglesi. A comprare i russi e gli sceicchi miliardari del medio oriente. Ma anche tycoon e galleristi della nuova Cina lanciati come treni in corsa verso l’integrazione con l’Occidente. I record più recenti -da Rohtko a Bacon e Koons sino allo stesso Hirst- hanno spesso il loro marchio. Con questa progressiva e massiccia commistione di nuovi appassionati con gli stessi artisti nel mercato, l’intero orizzonte economico e culturale dell’arte tenderà nei prossimi anni a cambiare pelle. Verso quale direzione genetica? La prima considerazione riguarda il fatto che i nuovi record del XXI secolo sono sempre più spesso di artisti viventi. Già alla fine degli anni Ottanta, per l’esattezza nel 1988, questo tipo di medagliere aveva avuto un’improvvisa accelerazione con la stellare battuta a 17 milioni di dollari per “False Start” un’opera di Jasper Johns. Ma i top-price di oggi in molti casi sono opere gigantesche, multicolori e scultoree. Come se l’elemento della solidità giocasse un ruolo fondamentale. Si potrebbe dire che il sentimento della dispersione, della paura, della confusione chiama il contrario. Ma più probabilmente gioca soprattutto l’elemento estetico -e indistinto da qualisiasi ideologia o morale- dell’urbanizzazione nei paesaggi interiorizzati. Grandi strade e costruzioni verticali. O lunghi, squadrati e incandescenti rettangoli che scorrono lunghe le arterie stradali periferiche. La sensibilità diffusa verso un dipinto è quasi fuori luogo. Perché ha una sua necessità più lirica che epica, più intrinsecamente poetica che strutturalmente giocosa. Per quasi dieci interi anni Willem de Kooning sedette sul trono dell’artista più caro al mondo. Dal 1989, quando un suo quadro fu venduto a New York da Sotheby’s per 20,7 milioni di dollari, sino alla sua morte avvenuta nel 1997. Oggi i prezzi stratosferici sembrano, in qualche caso, essere identificabili con il valore dell’opera. L’operazione è più semplice del previsto. Come rammentava Oscar Wilde: “Tutti conoscono il prezzo di ogni cosa. Pochi sanno riconoscerne il valore”. Così accade che in un mondo dove i media amplificano singoli aspetti semplificati per crescere nella diffusione, i nuovi collezionisti percepiscano e interiorizzino questa coincidenza distorta. Picasso, che era un uomo molto ironico e divertente, diffondeva ilarità al codazzo che lo accompagnava nelle visite museali. Un giorno disse: “Dovrebbero distribuire all’entrata dei benda-occhi neri -tipo quelli che danno suglio aerei per addormemtarsi. Credo che oggi gli occhi non servano più per giudicare un quadro. Bastano le orecchie! Quante vale, un milione? Bellissimo…”. Il punto nevralgico di questa nuova direzione del mercato dell’arte rischia insomma di decapitare il complemento di specificazione. Finendo per restare solo mercato. L’analisi estetica di un quadro di de Kooning e le sue stesse giornate passate a dipingerlo non corrispondono a nessun prezzo. Ma è altrettanto vero che la tortuosa spirale artisti&mercato, insieme all’elemento neo-architettonico dei lavori più identificabili con questi anni, sono fattori che trasmettono un certo grado di fascinazione. Se essa poi si disponga a diventare o meno poesia non è dato saperlo, ora.



   
 

una video intervista di Tim Marlow a Damien Hirst  
(clicca sull'immagine)

Commenti

antoh mansueto
08/08/2008 15.33
Un bellissimo articolo che parte dai prezzi e precipita nei valori attraverso un percoso denso di emotivita'. Io ho lavorato dentro la borsa valori quando i titoli si scambiavano gridando e gesticolando. Il mercato e' un simpatico gioco al massacro, ma credo ottimisticamente che per gli artisti siano meglio gli eccessi del mercato che la sua assenza.
antoh 
11/08/2008 17.57
Ci ritorno su perche' per me il mercato e' davvero poesia. Un certo tipo di poesia, e dipende con che occhio lo guardi e da che distanza. Mette a nudo in un continuo dinamismo pieno di colori, come una giostra, tutti i vizi e le passioni umane. Puoi riderne, vomitarne, o sorridere... Il mercato perfetto non sarebbe poesia, e comunque, ovviamente, non esiste...
jaio 
12/08/2008 01.05
si anto' tutto puo' essere poesia il punto è non quello che fai ma come lo fai..certo che da qui a confondere l'arte col mercato ce ne corre..
antoh 
12/08/2008 12.52
Ovviamente certo si',si'!!!
La poesia che sta nel mercato non e' voluta da un individuo o un gruppo, il mercato e' estremamente prosaico. La poesia che vi trovo e quella che ha trovato Dostojevskji nel folle "giocatore". Mirabile espressione irrazionale di passioni etc. Forse non mi ero ben espresso. Poi il mercato, poesia a parte, ha un suo ruolo pratico.
luca.kurt peccarisi
12/08/2008 18.59
eccoun bravo stratega del mercato dell'arte, sir D.Hirst!!!Se si potranno solo acquistare le sue opere in asta vorrà dire che le compreranno solo danarosi collezionisti che gareggeranno per la fame di possesso di opere che si avvicinano sempre di più ad oggetti di "culto" e si allontanano a grandi passi dalla ricerca del sentimento e della poesia che per natura esiste nell'anima di un'opera d'arte e non nell'anima del mercato. k
viola 
12/08/2008 21.37
sono totalmente, incomparabilmente, completamente, indefessamente e un po' storditamente..d'accordo con luk
mario 
31/08/2008 11.11
vabbe, ma il carissimo Damien è un buon artista, ma il suo forte non è certo ciò che vuole esprimere, a parte che in un paio di cose interessanti, ma il tipo di relazione che sta creando con il mercato, lo sta sconvolgendo e ne sta traendo grande profitto... insomma è semplicemente l'arte di fare soldi, ce ne sono tanti anche in italia di questi artisti! alcuni cantano pure canzoni napoletane.......
kurt.luca 
08/09/2008 17.14
cabinet con sigarette spente, cabinet con pastiglie, cabinet con diamanti. ciò di cui ha bisogno l'uomo e ciò di cui ha paura. come direbbe un mio caro amico: la vita e la morte
Sybella 
15/09/2008 10.47
Hirst un buon artista?! Dove? come? quando? Hirst è uno stratega, abilissimo. Non comunica, non dice, lui è una macchina da soldi. Ottimo, è lui la bussola che ci dice dove sta andando l'arte
luca.kurt 
16/09/2008 12.36
RE MIDA
Annalisa 
16/09/2008 18.54
E adesso chi sarà il prossimo artista ad avere la scena tutta per lui????
Si accettano pronostici....
Sto rileggendo proprio in questi giorni il libro - intervista che riguarda Damien; è molto interessante soffermarsi oggi su alcune dichiarazioni rilasciate più di dieci anni fa da questo, a mio avviso, fenomeno di marketing. Io personalmente lo ritengo un personaggio mooolto intelligente. Non condivido il suo ripetere ossessivamente( da sempre) che a lui i soldi non interessano affatto; questo lo trovo assolutamente ridicolo.
Mario 
17/09/2008 01.06
Se ci pensi tutti quelli che dicono di non essere interessati ai soldi ne fanno, o ne hanno fatti proprio tanti,... invece i medi o i più poveri sono più interessati ai soldi, non avendone.... ahahah.. cmq confermo Hirst non è malaccio, alcune cose sono interessanti dal punto di vista estetico e artistico se prese singolarmente, il resto poi va oltre.....diventa più interessante dal punto di vista socio-economico e psicologico (capire come si fa a convincere i ricconi del mondo a comprare cose che fra qualche anno cadranno a pezzi è molto interessante, bisogna sviluppare questo tipo di doti, possono servire a tutti!!!).
Lucia Malpelo
19/09/2008 21.36
Che vergogna! Sotherby's che si abbassa ai giochetti di Hirst. Boooooh! Si vede che la sfida con Christie's è persa in partenza e non sanno più come opporre qualità a quantità.
Se già il teschio tempestato di diamanti è stato un bluff. Alla fine se lo son comprato in società i fab 3: Jay Jopling(White Cube), Frank Dunphy amministratore dell'impero Hirst e lo stesso artista, ecco che ancora una volta Damien Hirst ci rifila il suo pacco. E tutti a gridare al record al record!
Riccardo Mantegna
01/10/2008 18.40
Abbastanza vergognoso, sono d'accordo.

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