Report aste Italia 2011

NOTIZIE

Milton Glaser - I love New York

 

Un americano al Chiostro di Voltorre
 18 ottobre 2008 - 18 gennaio 2009, Gavirate
 
 
 
La mostra ‘Milton Glaser – I love New York’ al Chiostro di Voltorre fino al 18 gennaio 2009, è la più ampia e completa antologica presentata in Europa di uno fra i più grandi maestri del design grafico del mondo.
 
In esposizione più di cento opere che, dal 1960 ad oggi, hanno incontrovertibilmente modificato non solo il mondo della grafica ma anche, e soprattutto, l’immaginario collettivo. Milton Glaser è infatti uno di quegli artisti che cercano un proprio percorso all’interno della realtà, forzandola e modificandola alla luce delle proprie fantasie, dei propri progetti, delle proprie inclinazioni, della propria arte. Se il destino comune di tutti gli artisti importanti è quello di ‘interpretare’ il proprio tempo, quello di Glaser e di pochi altri è quello ‘di filtrare’ il tempo collettivo, il tempo di ciascuno di noi, e di restituirlo per qualche verso trasformato, diverso.
Chi, pensando a Bob Dylan, non ricorda il famosissimo manifesto in cui l’inconfondibile profilo, sintetizzato in una sagoma nera, è sormontato da una massa di psichedelici capelli mossi da venti colorati?
Chi, a caccia di gadget d’oltre oceano, non si è mai imbattuto nel logotipo ‘I love NY’ in cui la parola love è sostituita da un cuore? Chi, digitando sulla tastiera di un computer, non ha mai utilizzato un carattere chiamato ‘Glaser’? Per quanti di noi, infine, Elvis Presley avrà per sempre il volto giovane e bello dell’icona che Glaser ha consegnato alla storia del ventesimo secolo?
Senza Milton Glaser, si aprirebbe una voragine culturale nella realtà come la conosciamo e ne resteremmo disorientati: la grafica, l’illustrazione, l’immaginario comune mancherebbero di qualcosa di essenziale.
Perché l’opera di Glaser è stata a suo modo, un modo estremamente garbato, una rivoluzione che conserva tutti gli elementi della grafica tradizionale e ne fa qualcosa di nuovo, in un arcano e sapiente equilibrio fra umanesimo rinascimentale e marketing pop.
Nelle pieghe dell’esposizione sarà possibile leggere la complessità tematica, la versatilità e l’importanza di un designer che ha filtrato con un linguaggio originale e profondamente creativo gli schemi classici del graphic design, traendo dalla complessa e variegata realtà americana quella capacità libera e spesso provocatoria di interpretazione artistica dell’esistente e dell’immaginario in una sintesi che riesce ad essere spettacolare, colta e funzionale al tempo stesso senza dimenticare una profonda poetica d’insieme.
Glaser ha unito e fuso mirabilmente l’approccio artistico e d’autore con il design, con la necessità di dare risposte visive alle domande degli interlocutori: la prima volta che si guarda un suo lavoro si resta infatti colpiti dalla rivalutazione del disegno come forma di conoscenza della realtà, un secondo sguardo permetterà di apprezzarne la solida cultura sottesa e la qualità dell’impianto tipografico, ad un terzo ci si stupirà del fatto che quel che si vede non è un’opera d’arte, liberamente autodeterminata, ma un lavoro su commessa.
Lo stretto legame tra arte e design, l’attitudine di entrambe a ‘far pensare’ e a ‘costruire connessioni’, è leggibile mirabilmente all’interno della sezione della mostra dedicata all’Italia. Milton Glaser ha infatti, fin dagli anni cinquanta, periodo in cui ha studiato incisione a Bologna con Giorgio Morandi, dedicato all’arte e al paesaggio italiano un’attenzione del tutto particolare. Da questo interesse sono nati i cicli di disegni dedicati a Giorgione e a Piero della Francesca, di cui ha dato una interpretazione profondamente glaseriana nel trasformare le Valli del Tevere in una sorta di velo traslucido che lascia intravedere, in filigrana, il mondo consueto dell’artista americano che i rossi intensi ed i bruni verdastri dei monti Catskills e le foreste del New England,  fino alle illustrazioni per il ‘Purgatorio’ di Dante edito da Nuages
La mostra “Milton Glaser – I Love New York” è un viaggio spettacolare che, attraverso numerose sezioni ci introdurrà nel fantastico mondo immaginario e reale di uno fra i più grandi interpreti del nostro tempo.
 
 
da Piero della Francesca Purgatorio di Dante
 

Oltre alle opere originali realizzate per manifesti, libri e riviste, tutti lavori con committenza, sarà allestita una sezione di disegni scelti dall’autore
stesso creati nel corso degli anni,  a testimoniare quanto tutto il suo lavoro di grafico sia stato fortemente influenzato dal grande amore per il disegno.
Questi disegni sono raccolti in un volume (Edizioni Nuages) che sarà pubblicato in occasione della mostra.
La prima parte del percorso di visita è dedicata alla musica: qui si potranno vedere manifesti famosissimi come “Dylan” del 1966 e “From Poppy with love” del 1967,  e i ritratti originali di Bob Dylan e di Elvis. Sempre in questa sezione si troveranno tutti i manifesti di Glaser realizzati per il Lincoln Center, il Newport Jazz Festival, il Carnegie Hall, una serie di splendidi ritratti originali di Duke Ellington e i lavori per la musica classica tra cui i bellissimi ritratti di Bach (le cui ‘variazioni’ Glaser fa divenire anche variazioni grafiche, di colore), e di Beethoven  e Mozart, colui che davvero rappresenta l’anima della musica di cui Glaser coglie sia l’aspetto di rigore e sobrietà sia quello di allegra trasgressione. Seguono i manifesti per Juillard e Sony.
Seguiranno le opere sul tema degli angeli e subito dopo i lavori dedicati al Teatro.
Questa sezione offre al visitatore i manifesti realizzati per “Amleto” e “Il mercante di Venezia” dove le passioni intense dell’opera del poeta sono portate magistralmente su carta.
La quarta sezione è dedicata ai lavori più propriamente legati alla grafica e al design.
Nei posters realizzati per Olivetti su incarico di Giorgio Soavi si trovano molte delle ragioni culturali e narrative del designer americano, in primo luogo l’amore profondo per l’arte e il costante tentativo di entrare in rapporto con “la grande arte”. Uno degli esempi più significativi è l’accostamento di una macchina da scrivere, la “Valentine”, accanto al cane rappresentato da Piero di Cosimo mentre piange la morte di Procri.
Sempre in questa sezione si trovano gli acquarelli realizzati per "I racconti di Pietroburgo di Gogol" (Edizioni Olivetti), i pastelli creati per "I fiori del male" di Baudelaire e i monotipi che illustrano "Il Purgatorio" per le edizioni Nuages. Le illustrazioni per "I fiori del male" saranno introdotte da un testo di Jean Michel Folon e quelle del "Purgatorio" da un testo dello stesso Glaser.
 
 
  
In mostra anche alcune tempere create per "Sputerò sulle vostre Tombe" e "I morti hanno tutti la stessa pelle" di Boris Vian (Edizioni Sauret). Tutti i libri, anche quelli rarissimi, saranno esposti in questa sezione.
Seguono i manifesti realizzati per Campari, Knoll Sottsass, Cooper Union e Art Directors Club e, successivamente, alcuni manifesti dedicati allo Sport, poi alle gallerie d’arte, da qui il passaggio all’Arte della quinta sezione.
Glaser ha avuto continui contatti con l’arte moderna, l’opera di Monet e di Manet ad esempio vengono scomposte per essere restituite in una sintesi glaseriana. A volte le figure degli artisti coincidono con le loro opere, come nelle pagine del calendario Zanders (cartiera). In questa sezione si trovano numerosi pastelli creati per il ciclo “La vita immaginaria di Monet”, le pagine del calendario dedicate a 12 artisti tra i quali Sonia Delanauy, Kandinskij, De Chirico… sempre in questa sezione si trovano alcune opere realizzate in “monotipia”  dedicate a “Matisse e la sua modella”.
La sesta sezione si apre con un ritratto a pastelli di Bacon a cui segue una serie di acquarelli di nudi femminili e poi gli animali, quelli amatissimi di casa, la gatta Annie e i conigli Mr.Hoffman e Mookie e altri animali rappresentati  nella loro tenera fierezza come il leopardo del manifesto The New York Zoological Society dallo sguardo magnetico. Invenzioni grafiche, momenti di tenerezza, sguardi dolcissimi di animali “feroci”resi attraverso tocchi d’acquarello o pastelli e a volte ingranditi su poster in difesa della natura e degli animali.
Infine, la mostra si chiuderà con le opere dedicate all’Italia e all’arte italiana. Questa parte sarà introdotta dai manifesti per la Biennale di Venezia del 1979 a cui faranno seguito le opere dedicate a Giorgione e a Piero della Francesca.
La mostra comprenderà alcuni quaderni di Glaser, scritti e fotografie. 
 
 
Cenni biografici
Milton Glaser, nato a New York il 26 giugno 1929, è uno dei più famosi e apprezzati graphic designer contemporanei.
È entrato nell'immaginario collettivo grazie a quello che, forse, è il più noto dei suoi lavori, il logo "I Love New York", nel quale la parola "love" è sostituita da un cuore, commissionatogli dallo Stato di New York.
La geniale idea di associare graficamente al concetto di amore un cuore è ormai usata da tutti, perfino dagli innamorati nei loro teneri messaggi d'amore. Glaser ha compiuto gli studi superiori alla High School of Music and Art di New York tra il 1943 e il 1946, alla Cooper Union Art School tra il 1948 e il 1951, all'Accademia di Belle Arti di Bologna (borsa di studio Fulbright) tra il 1952 e il 1953. Nel periodo bolognese ha avuto l'opportunità di studiare con Giorgio Morandi e di innamorarsi dell'arte e della cultura italiana. Ha conseguito la laurea nel 1959. È stato fondatore a New York, insieme a Seymour Chwast e a Reynold Ruffins del mitico Push Pin Studios, caratterizzato da un'enorme puntina da disegno (push pin) sulla porta d'ingresso, e presidente dello stesso dal 1954 al 1974. Ha dato vita anche al Push Pin Graphic Magazine nel 1957 e ha fondato e diretto dal 1957 al 1977 il progetto del Village Voice. Fondatore di WBMG, una società di progetti grafici per pubblicazioni, Glaser tiene dal 1961 conferenze al Pratt Institute ed è professore e membro del consiglio di amministrazione della Cooper Union di New York. È inoltre, dal 1972, membro del consiglio dei direttori della International Design Conference di Aspen e vicepresidente dell'American Institute of Graphics Arts.
Da più di vent'anni dirige un proprio studio composto da numerose persone in una palazzina di quattro piani nella Trentaduesima strada East di New York. Glaser ha rinnovato il progetto grafico di numerose riviste, tra cui Paris Match, Cur, New West, L'Espresso, L'Europeo, Alma, The Washington Post, La Vanguardia, Fortune, The Nation, Jardin des Modes, Village Voice e Esquire. Nel 1974 gli è stato affidato l'incarico di disegnare un murale di circa 183 metri sull'edificio del Nuovo Ufficio Federale di Indianapolis. Riguardo agli incarichi di grafica architettonica, sono degni di essere menzionati i programmi di decorazione dei ristoranti e la progettazione del Ponte di Osservazione delle due Torri Gemelle del World Trade Center di New York. Glaser ha progettato inoltre gli interni e la struttura architettonica del Childcraft Store di New York e gli interni del Sesame Place, un parco-giochi pedagogico in Pennsylvania e Texas (1981-1983). Ha riprogettato la grafica di una delle principali catene di supermercati americani, la Grand Union Company e ha realizzato tra il 1983 e il 1985 il design grafico del Golden Tulip Barbizon Hotel. Numerosissimi sono i lavori di Glaser nel campo della pubblicità affidatigli da grandi aziende di tutto il mondo: per limitarsi all'Italia, gli hanno affidato la realizzazione di manifesti pubblicitari l'Olivetti e la Campari. Per incarico dalla World Health Organization, Glaser ha disegnato nel 1987 il simbolo e i poster internazionali per la lotta contro l'AIDS. È stato designer scenografico per la Mostra Internazionale della Triennale di Milano svoltasi negli anni 1987 e 1988, designer grafico e presidente del comitato di selezione per lo sviluppo del Rainbow Room per il Rockfeller Center Management Corporation. Milton Glaser ha esposto il suo lavoro artistico e grafico in ogni parte del mondo; sono da ricordare le esposizioni al Museum of Modern Art di New York (1975), al Centre Georges Pompidou di Parigi (1977), al Lincoln Center Gallery di New York (1981). Nel 1989 a Glaser sono state dedicate due mostre importanti in Italia: una personale di manifesti a Vicenza e una mostra dal titolo Giorgio Morandi/Milton Glaser alla Galleria Comunale d'Arte Moderna di Bologna. Nel 1991 è stato incaricato dal Governo italiano di preparare una mostra in occasione del 500° anniversario della morte di Piero della Francesca. La mostra è stata presentata ad Arezzo e successivamente esposta a Milano e a New York. Sempre in Italia Glaser ha realizzato manifesti nel 1980 per la Biennale di Venezia e nel 2000 per il Carnevale della stessa città. Glaser inoltre è l'inventore del marchio Krizia. Nel 1992 Glaser ha realizzato un lavoro composto da 80 pastelli originali sulla vita di Claude Monet, presentato a Milano dalla galleria Nuages e successivamente in Giappone. Sempre in Giappone, nel 1997, il Suntory Museum ha allestito una grande retrospettiva del Push Pin Studios. Su Milton Glaser e sul suo lavoro artistico esistono molte pubblicazioni e articoli. Alcune sue opere fanno già parte di collezioni permanenti, tra cui quelle del Museum of Modern Art di New York, dell'Israel Museum di Gerusalemme, dello Smithsonian Institute di Washington e del National Archive di New York. Per le Edizioni Nuages ha illustrato I Fiori del male (Baudelaire), La Divina Commedia-Purgatorio e ha pubblicato il catalogo Milton Glaser I Love NY.
 
 


INFORMAZIONI UTILI:
Gavirate  (Va)
Milton Glaser. I love New York
a cura di Cristina Taverna e Andrea Rauch
Chiostro di Voltorre
p.zza Chiostro 23
tel. 0332 731402
www.chiostrodivoltorre.it
info@chiostrodivoltorre.it
 
 
 
 

Commenti

LUUC 
30/03/2009 22.32
Mi dispiace di non essere stato ad una mostra davvero interessante!!!
Un occasione da non perdere!!!
Comunque vorrei seguirne altre se possible!!!
Vi chiedo la cortesia di aggiornarmi su mostre di grafica ed illustrazione qualora ne avete notizia.
Nel caso mi potete contattare su:
http://luucstration.wordpress.com/

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