MUSICA

Sonic Youth

 


NON ABBANDONATECI!
ALMENO VOI..
 
di Dejanira Bada
 
 
 
 
Gruppo: Sonic Youth
Genere: post punk/rock alternativo
Luogo: Alcatraz, Milano
Data: 9/10/2008
 
 
 
 
 
 
Suonano insieme dagli inizi degli anni ’80, hanno all’attivo più o meno 20 album e addirittura hanno ispirato gruppi come i Nirvana, di cui erano anche grandi amici. I Sonic Youth sono tornati e speriamo che non si sciolgano mai. Lee Ranaldo ha ormai i capelli bianchi, Kim Gordon e Thurston Moore sono sposati da anni e hanno anche una bambina, resta il fatto che come suonano loro il rock non lo suonerà mai nessuno. Provenienti dall’underground newyorkese, i Sonic Youth hanno insegnato e dato molto a tantissimi artisti nati dopo di loro. Gruppi come i già citati Nirvana, i Placebo, i Marlene Kuntz, i Verdena, sono tutti figli loro. Le sonorità noise, di pura psichedelia, di punk, di vero rock alternativo dei Sonic Youth invece, arrivano dai Pink Floyd, da Iggy pop, dai mitici Velvet Underground. Il concerto è durato all’incirca un’ora e 20 minuti, con ben due bis,  terminato con un finale psichedelico infinito che ha stremato e dato il colpo di grazia ad un pubblico entusiasta, ma che sembrava, ad un certo punto, di non poterne davvero più, cominciando ad applaudire prima ancora che il gruppo avesse finito la performance. Nonostante il gruppo esista da ormai più di vent’anni, la band è stata in grado di fare il tutto esaurito, non deludendo nessuno. Pochi i nuovi brani proposti in vista dell’uscita del nuovo album, tanti i vecchi cavalli di battaglia che sono stati in grado di commuovere grandi nostalgici dei tempi d’oro del grunge e non solo. A volte è veramente strano vedere un concerto e notare di che cosa strana abbia bisogno l’uomo di oggi. Trovarsi tutti insieme in massa dinnanzi a degli individui come noi che suonano degli strumenti, della musica in grado di emozionare così tanto nel profondo, che vengono visti come degli dei. Quello che suonano i Sonic Youth non è certo easy listening, bensì musica impegnata, di nicchia, che o si odia o si ama follemente. Dissonanze e sperimentazione a farla da padrone. Lunghi intro, ritornelli ossessivi e finali altrettanto interminabili. Kim, cantante e bassista della band, stona, parla anziché cantare, ma è in grado di rendere il tutto incredibilmente unico e magnifico, vero ed autentico. Il loro stile è rozzo, graffiante, pieno di feedback alternativi, dove ogni strumento sembra fondersi nell’altro. Niente è definito e pulito. Il loro sound è primitivo, risale alle origini del vero rock, arricchito con il genio che solo una band come i Sonic Youth possiede ed è in grado di esprimere a così alti livelli. I Nirvana non esistono più, il grunge sarà pur morto, ma i Sonic Youth continuano, per nostra fortuna, a regalarci qualcosa per cui valga ancora la pena di vivere.
 
 
 
 

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