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Cosa rimane della giovinezza? A questa domanda provano a rispondere Laura Curino e Michela Marelli che scrivono, a quattro mani, un monologo dal sapore nostalgico e suggestivo. Il racconto dell’età dell’oro si presenta come un percorso ampio e mutevole che, ancora una volta, si propone di indagare sulla crescita, sull’educazione, sulla fase formativa. Lo fa rievocando discorsi, esperienze ed eventi, filtrati attraverso gli occhi di bambini calati, appunto, in un’età preziosa. Una dimensione mitica, ideale, che riassume in sé il lato migliore dell’esistenza ma che, contemporaneamente, rimanda ad una realtà vicina e circoscritta, dalle connotazioni geografiche ben precise. Valenza e le campagne limitrofe vanno infatti a delineare il luogo dell’infanzia e della familiarità, in cui i giovani protagonisti vivono la gioia e la spensieratezza delle loro avventurose fantasticherie. Il tono vibrante dell’oro si rispecchia nei campi di grano, nei fitti raggi di sole che invadono i prati ma, anche, nei gioielli d’eccellenza realizzati dagli artigiani locali.
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