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Futurismo a Parigi

 
IL FUTURISMO A PARIGI
 
 
Raccogliendo oltre trenta delle trentaquattro opere che vi figuravano (tra cui i capolavori presentati nella sala permanente dedicata al Futurismo del MoMA di New York), " Il Futurismo a Parigi - un'avanguardia esplosiva " ricostituisce la storica esposizione dei pittori italiani del febbraio 1912 alla galleria Bernheim-Jeune & Cie di Parigi. Predominano i temi iconografici propri del Futurismo (la città moderna e la sua illuminazione elettrica, la danza, il movimento delle folle, le sommosse, le manifestazioni, ecc.) Un insieme di dipinti e disegni di Félix Del Marle (autore, nel 1913, del manifesto Il Futurismo a Montmartre) celebra l'opera dell'unico vero futurista francese.
 
FUTURISMO E CUBISMO
La sala dedicata al Cubismo (Georges Braque, Robert Delaunay, Albert Gleizes, Fernand Léger, Jean Metzinger, Pablo Picasso) mette in risalto la specificità dell'iconografia cubista: nudi, nature morte, paesaggi a cui i futuristi contrapporranno ben presto l'immagine della metropoli moderna, dell'automobile, del movimento, dell'energia.
 
UN'INFLUENZA EUROPEA
L'esposizione presenta la diffusione europea di questo "Cubofuturismo" che nasce a Parigi dal dialogo tra Futurismo e Cubismo:
• Le opere dei pittori della Sezione d'oro: Raymond Duchamp-Villon, Albert Gleizes, Frantisek
Kupka, Jean Metzinger… quelle di Francis Picabia e Marcel Duchamp tra cui il "Nudo che scende la scala n. 2", eccezionalmente prestato dal Philadelphia Museum of Art.
• Le opere dei cubofuturisti russi (Alexandra Exter, Nathalie Gontcharova, Ivan Klioune,
Michel Larionov, Kasimir Malévitch, Lioubov Popova, Olga Rozanova).
• Le opere dei vorticisti inglesi (David Bomberg, Jacob Epstein, Henri Gaudier-Bzreska,
Wyndham Percy Lewis, Christopher R. W. Nevinson).
• Le opere orfiche di Robert e Sonia Delaunay, Fernand Léger, quelle dei sincromisti,
Stanton Macdonald-Wright, Morgan Russell.
 
LA TECHNO, UN' ECO FUTURISTA?
Un'installazione visiva e sonora, commissionata a Jeff Mills, metterà in risalto il ritmo e l'energia inseguite dai futuristi in ognuna delle loro opere. Jeff Mills è uno dei pionieri della musica techno nata a Detroit, capitale americana dell'industria automobilistica.
Dopo Parigi, l'esposizione sarà presentata alle Scuderie del Quirinale a Roma (20 febbraio - 24 maggio 2009) in occasione del centenario del Manifesto del Futurismo e alla Tate Modern di Londra (12 giugno - 13 settembre 2009).
 
 

Commenti

lucia 
21/11/2008 10.53
ma io preferisco l'autarchia: aspetto la mostra su Filippo Tommaso Marinetti che inizia il 12 dicembre prossimo, alle Stelline di Milano, di sti francesi mi fido poco
maurino 
21/11/2008 12.42
Questi francesi almeno hanno l'amore per la Francia e se sue grandezze artistiche. Hanno il pregio di essere il paese più acculturato del mondo, coltivano uno spirito critico su come "vivere".
In Italia stiamo facendo tutto quello che non si dovrebbe fare.
Ovviamente le generalizzazioni sono sempre forvianti.
ciao
lucia malpelo
22/11/2008 20.16
mah...sul fatto che i francesi sappiano come vivere avrei qualche dubbio. Certo si rispettano di più rispetto agli italiani che sono interessati solo a tirare a campare. E comunque sti francesi partono avvantaggiati perchè non hanno nè il Vaticano nè Mafia-Camorra-Andrangheta-SacraCoronaUnita a devastare quel poco che si riesce a fare. Pensaci bene, il mio MAURINO.
Giorgino 
23/11/2008 12.56
Io sono d'accordo con Lucia e diffido sempre dei cugini d'oltralpe. Oggi leggo sul Domenicale, Ada Masoero che ridimensiona l'esposizione francese. Mi sembra di aver capito che più che una celebrazione del Futurismo sia uno sminuire il movimeno in favore del cubismo e di altri "ismi" dell'inizio novecento.
A voler essere puntigliosi poi la prima mostra per il centenario del futurismo e le influenze di questo sull'arte contemporanea, l'ha fatta la Gamec di Bergamo nel settembre 2007. Mi sembra ci fosse pure qualcosa su arslife. Mi sbaglio?
maurino 
26/11/2008 22.05
cara Lucia,
sono d'accordo con te che il ns. più grande problema è la mafizzazione dell'intero paese... ma concorderai con me che l'amore per la natura, l'arte, la ricerca, il coltivare la curiosità non sono più di casa qui da noi.
ciao
ettore solo 
09/12/2008 00.37
cara lucia SVEGLIATI! Te credo che la Masoero ridimensionava la mostra parigina, non faceva altro che portare acqua al suo mulino. Non ti sei accorta che è cocuratrice della mostra sul futurismo a milano! Come si dice...un piccolo conflitto d'interessi.

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