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La Collezione Bischofberger a Torino

 
IL CACCIATORE di TESORI 
In mostra una selezione delle opere del mercante d'arte svizzero
  
  

Bruno Bischofberger ritratto da Henri Cartier-Bresson
  
di Camilla Vinassa de Regny
 
  
In un panorama grigio come quello Italiano, in cui i collezionisti faticano a trovare spazi espositivi e musei in cui mostrare e rendere pubbliche le proprie collezioni, il progetto della Pinacoteca Agnelli, di presentare al pubblico italiano alcune delle più note collezioni d'arte e design del mondo non sembra poi così fuori luogo.

La Pinacoteca Agnelli attiva dal 2002 dopo aver presentato il nucleo permanente di opere appartenenti al patrimonio di famiglia, nel 2007 ha ospitato la Collezione Pigozzi, una delle più importanti di arte contemporanea africana e La collezione di Alexander von Vegesack, fondatore e direttore del Vitra Design Museum di Weil am Rhein. La programmazione della Pinacoteca Agnelli prosegue nel suo percorso di mostre dedicate al collezionismo, dopo la parentesi di Furtivo, un film ed un progetto dell'artista francese Xavier Veilhan, con la mostra della collezione della famiglia svizzera dei Bischofberger presentandone una piccola parte ne DALLA PREISTORIA AL FUTURO
 
Bruno Bischofberger, collezionista, mercante d'arte, editore e gallerista è nato a Zurigo nel 1940, ultimo di quattro figli inizia giovanissimo la sua carriera di collezionista raccogliendo opere folk dell’Appenzell. In seguito studia storia dell’arte, archeologia ed etnologia europea all’Università di Zurigo. Nel 1963 apre nella stessa città la sua prima galleria, in cui vende arte applicata di tutte le epoche, in particolare Art Nouveau. Del 1965 la prima mostra di arte pop americana, seguono poi varie esposizioni di arte contemporanea, con artisti europei e americani.
Una curiosità riguardo all'attività di gallerista di Bruno Bischofberger: le bizzarre pagine pubblicitarie pubblicate sulle riviste d'arte Artforum e Flash Art che invece di presentare i quadri e le opere delle mostre sono rimpiazzate da 'cartoline' degli usi e costumi della Svizzera rurale e più pittoresca. Un espediente nato da esigenze pratiche che negli anni è però diventato un segno distintivo per la Galleria Bischofberger di Zurigo.
 
La mostra presenta oltre un centinaio di pezzi della raccolta privata di Bruno Bischofberger e della moglie Christina, con opere che vanno dall'arte moderna, contemporanea, fotografia, design, dipinti dell'arte folk e reperti archeologici. Collezionati nel corso degli anni seguendo principalmente la ricerca del bello al di fuori delle epoche e degli stili.
 
Nella sezione di arte contemporanea ci sono lavori, molti di grandi dimensioni, degli artisti con cui il mercante svizzero ha lavorato: Miquel Barcelò, Gerhard Richter, Jean-Michel Basquiat, Mike Biblo, Francesco Clemente, George Condo, Enzo Cucchi, Dokoupil, Damien Hirst, David Salle, Julian Schnabel e Andy Warhol. 
Esposti anche dipinti realizzati a più mani da Basquiat - Warhol - Clemente, nati durante i soggiorni nella residenza dei Bischofberger. Opere presentate per la prima volta nel 1984 nella mostra Collaborations - Basquiat Clemente Warhol e accompagnata da una pubblicazione dallo stesso titolo.

 
Bruno Bischofberger davanti al lavoro a quattro mani Warhol-Basquiat
intitolato del 1985
 
L' esposizione offre i suoi pezzi migliori al di fuori delle sale di arte contemporanea, nella sezione dedicata al design ad esempio oltre ai bicchieri di vetro di Maurice Marinot, l' argenteria di Henning Koppel e le sedute d'autore ci sono una serie di armadi. Una scelta insolita quella di presentare dei guardaroba, oggetti spesso difficili da vedere esposti, quelli presentati alla Pinacoteca Agnelli sono stati disegnati da Le Corbusier, Giò Ponti e Piero Fornasetti, Ettore Sottsass, Franco Albini e Adolf Logos.
 
La raccolta di fotografie presenta una selezione di scatti di Richard Avedon, Erwin Blumenfeld, Horst P. Horst, George Hoyningen-Huene, Robert Mapplethorpe, Martin Munkazi, Hans Finsler, Paul Outerbridge Jr, Irving Penn e Man Ray, per citarne solo alcuni.  Bruno Bischofberger spiega che per ragioni di spazio non gli è stato possibile esporre altre fotografie che risalgono agli albori della sperimentazione del mezzo fotografico.
 
A queste sezioni si aggiungono le ceramiche di Lucio Fontana e le asce e gli utensili in pietra dalla preistoria alle prime culture di tutto il mondo. Per Bruno Bischofberger queste sono le più antiche forme estetiche, un primo esempio di sensibilità artistica della storia umana. Il fatto che questi reperti siano affiancati a prodotti del design e dell'arte contemporanea sottolinea la forte relazione che le lega, mostrandone le linee di contatto nell'evoluzione della cultura dell'essere umano.

Un'altra parte significativa dell'esposizione è dedicata al 'primo amore' di  Bruno Bischofberger, l'arte folk, proveniente dalle regioni alpine europee e da altre zone del mondo. La scelta di Bischofberger è stata quella di presentare due gruppi differenti di opere: quadri dell’Appenzell (Svizzera) e di Sandl (Austria). Il tipo di pittura folk dei contadini dell'Appenzell è quella a cui si è ispirato tra gli altri anche il più noto artista naïf italiano, Antonio Ligabue. 
 
 
 
 
La mostra è a cura di Magnus Bischofberger, uno dei quattro figli,  che ha pescato nella sterminata raccolta di famiglia ora custodita, per esigenze di spazio, in una serie di capannoni non lontano dalla dimora disegnata dall'amico Ettore Sottsass. Raccolta che il collezionista svizzero spera un giorno di trasformare in spazio espositivo permanente.
 
Il progetto di allestimento è curato dall’architetto Marco Palmieri, crea un ambiente molto raccolto che permette di apprezzare al meglio le fotografie e le opere di piccolo formato. Il  grigio seppur sobrio e severo dell'allestimento finisce però per soffocare e opprimere,  opere di dimensioni considerevoli come quelle di Julian Schnabel, Miquel Barcelò e Damien Hirst.


 
INFORMAZIONI UTILI
DALLA PREISTORIA AL FUTURO. Capolavori dalla collezione Bischofberger
mostra a cura di Magnus Bischofberger
Periodo: 28 ottobre 2008 - 1 marzo 2009
Luogo: Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli
Via Nizza 230, 10126 Torino
Tel. +39 011 0062713 – Fax +39 011 0062712
www.pinacoteca-agnelli.it
Orario: 10-19 da martedì a domenica. Chiuso il lunedì.
Ingresso: 7 € intero, 6 € ridotto e gruppi, 3,50€ scuole e bambini dai 6 ai 12 anni.
Biglietteria all’ingresso della Pinacoteca, al livello della pista del Lingotto, 4° piano
Visite guidate su richiesta tel. 0110062713.
Accesso disabili  Bookshop
Catalogo edito da Electa realizzato grazie alla Ernst Göhner Stiftung.
 
 

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