diretto da Paolo Manazza
giovedì 17 maggio 2012
Ai Weiwei Lisson Gallery Milano
di Andrea Lombardo
Andrea Lombardo: Quando nasce Assocultura?
Daniela Brignone: Assocultura nasce ufficialmente il 9 marzo in Confcommercio. La sua nascita è stata voluta e sostenuta da Antonello Di Liberto, vice presidente vicario di Confcommercio, con l’obbiettivo di realizzare una rete di sinergie che permetta di creare un sistema innovativo di gestione, promozione e comunicazione culturale.
A.L.: Siete l’unica realtà esistente in Italia?
D.B.: Il nostro è un progetto pilota. I nostri sforzi sono intesi a riunire non solo le gallerie, ma anche i liberi professionisti, gli spazi espositivi, le associazioni culturali che portano avanti progetti per la promozione del patrimonio storico artistico e la valorizzazione dell’espressione artistica.
A.L.: Quali posso essere i primi obbiettivi di un’associazione di categoria appena nata, ma che può contare sulla sua esperienza maturata fuori dalla Sicilia?
D.B.: Un obbiettivo importante è far conoscere gli strumenti più validi per migliorare la fruizione degli spazi dedicati all’arte. Elevare gli standard di qualità, dunque, per consentire una fidelizzazione del pubblico. La conoscenza del diritto vigente, degli obblighi fiscali, fra tutti il diritto di seguito, è un altro passo importante per una regolamentazione del settore. E, infine, la stipula di convenzioni con società la cui attività è legata al settore organizzativo, come le assicurazioni e i trasporti di opere d’arte, può contribuire a creare uno scambio culturale più intenso.
A.L.: Un’associazione al servizio dell’arte a 360°…
D.B.: Si esatto. Le aziende del settore dovrebbero sentire la necessità di associarsi, perché sanno che possono trovare un aiuto concreto alle loro esigenze. E’ opportuno che si eviti l’improvvisazione o che ci si affidi unicamente alla buona volontà e all’intuizione del singolo per la realizzazione di eventi o manifestazioni a carattere culturale, e che finalmente si progetti la propria vita aziendale con una programmazione a lunga scadenza, costruendo una rete di collaborazioni che costituisca una forza costante in grado di liberare energie, anche economiche, talvolta non sfruttate pienamente.
A.L.: Energie, qualche esempio?
D.B.: Penso alla possibilità di realizzare un evento ottimizzando le spese, il tempo e le forze, grazie ad una buona politica di marketing. Pensiamo, ad esempio, a sfruttare nuovi canali di comunicazione collaborando con altri settori della cultura come cinema e teatri.
A.L.: Il suo mandato dura quattro anni, quale risultato pensa di poter vedere per allora?
D.B.: Un bel risultato sarebbe far comprendere al pubblico, assai numeroso delle grandi inaugurazioni, che l’arte e le mostre non sono solo i vernissage dei musei blasonati e che la sacralità del museo può essere vissuta anche in galleria.
A.L.: Che rapporto hanno i siciliani con l’arte?
D.B.: Il pubblico siciliano è sempre più attento. È un pubblico che viaggia e vuole conoscere e ritengo che la realtà siciliana con facilità possa adeguarsi alle migliori realtà nazionali. Ed è grazie alla qualità che si possono attrarre gli investimenti. Arte, qualità e investimenti camminano sullo stesso piano, farli interagire è funzionale allo sviluppo dell’intero tessuto urbano e sociale. E’ un pubblico che inizia a capire come valutare la qualità e le potenzialità e la galleria deve essere all’altezza delle aspettative.
A.L.: Ma, oltre ad essere storici dell’arte, c’è bisogno di essere formati alla comunicazione e alla progettazione, o no?
D.B.: Si, una formazione non solo fiscale o legislativa, ma anche la conoscenza del marketing, la costruzione di un piano economico, in poche parole la realizzazione di un progetto completo.
A.L.: Un associazione con un occhio al mercato ed uno ai diversi tipi di pubblico, uno a cui tiene?
D.B.: Vogliamo portare l’arte contemporanea a scuola. Elementari, medie e superiori. In queste ultime, per esempio, si parla poco dell’arte contemporanea. È importante educare all’immagine e alla sua lettura, così come agevolare un approccio efficace all’arte e ai simboli che essa utilizza. Allo stesso tempo crediamo molto alla formazione e alla conoscenza del patrimonio culturale per tutti i cittadini. È uno sforzo da perseguire, come associazione, per diventare tutti consapevoli del luogo in cui viviamo: consapevolezza e progresso sono legati più che mai. Per divulgare bisogna portare le persone dentro l’arte, antica o contemporanea. E’ importante che il fruitore sia messo nelle condizioni di conoscere l’arte dal punto di vista dell’archeologo e dello storico dell’arte e non semplicemente attraverso informazioni turistiche.
A.L.: Ultima domanda, quali impegni può assumere per il prossimo anno?
D.B.: Un progetto che è già in fase di realizzazione: il Quartiere delle arti. Non sarà circoscritto ad un singolo quartiere, ma un museo diffuso nel centro storico. Cercheremo l’accordo con istituzioni pubbliche e private, altre associazioni di categoria e con l’Accademia di belle arti. Ancora in fase di studio, c’è la realizzazione di una nuova fiera dell’arte. Non solo un luogo di scambi commerciali, ma un momento di crescita culturale, con incontri, convegni, e l’apertura di spazi che guardino al bacino del mediterraneo.
Nome: (Obbligatorio)
Cognome:
Email: (Non verrà pubblicato) (Obbligatorio)
I commenti non compaiono immediatamente, devono essere moderati dalla Redazione.
Cerca:
ArsLife
ArtValue
ArtPrice
avvia la ricerca